Stati soggettivi: perché sfuggono alla misura

Definition
Uno stato che esiste solo per chi lo riferisce non ha unità, non si pesa e non compare in un prelievo di sangue. Le rassegne sull'uomo disponibili misurano altro: la rassegna di Millar del 2018 raccoglie concentrazioni plasmatiche di cannabidiolo, quella di Iffland e Grotenhermen del 2017 mette in fila i dati raccolti sotto supervisione. Questa pagina tiene le due righe separate.
Zero. È il conteggio delle sperimentazioni umane pubblicate a cui un marchio può rimandare quando descrive il cannabidiolo come qualcosa che modifica uno stato percepito, e le rassegne sull'uomo disponibili non registrano un risultato di quel tipo [2][3]. Il vuoto non nasce da una svista dei ricercatori. Nasce dalla forma della domanda: chi risponde è la stessa persona che sente, e quello che sente non sale su una bilancia e non si legge in un campione di sangue.
Il dato che esiste solo se qualcuno lo dichiara
| Voce | Come nasce il numero | Che cosa il numero non copre |
|---|---|---|
| Concentrazione plasmatica di cannabidiolo | Prelievo e analisi in condizioni definite dal protocollo: la rassegna sistematica di Millar del 2018 raccoglie i valori osservati nell'uomo e le condizioni in cui sono stati ottenuti [2]. | A parità di quantità somministrata i valori variano molto da una persona all'altra [2], e nessuno di quei valori descrive ciò che il partecipante riferisce. |
| Formulazione, via di somministrazione, assunzione di cibo | Voci elencate nella stessa rassegna del 2018 fra i fattori associati alle concentrazioni misurate nei volontari [2]. | Spiegano perché due numeri non coincidono, non che cosa una persona segna su una scala [2]. |
| Interazione con i recettori cannabinoidi | Il lavoro di Huestis del 2007 sulla farmacocinetica umana dei cannabinoidi mette CBD e THC su righe distinte proprio su questa voce [4]. | Una differenza descritta a livello di recettore resta una descrizione biochimica, e non produce la misura di uno stato riferito [4]. |
| Osservazioni raccolte sotto supervisione | La rassegna di Iffland e Grotenhermen del 2017 mette in fila i dati sull'uomo disponibili, con gli effetti collaterali registrati e le condizioni di somministrazione accanto [3]. | Un registro di questo tipo dice come sono stati condotti gli studi, non se una scala compilata da un partecipante si muove [3]. |
| Valutazione compilata dal partecipante | Un numero prodotto da chi partecipa, su una scala definita prima dallo studio: nel 2020 Colloca e Barsky collocano qui l'ampiezza massima delle risposte placebo e nocebo [1]. | Nessuno strumento esterno lo conferma: il numero e la persona coincidono, e su questa riga la verifica indipendente non esiste. |
| Aspettativa di chi partecipa | Entra nel dato prima del ricercatore e fa parte del quadro descritto per la ricerca clinica da Colloca e Barsky nel 2020 [1]. | Non è un caso limite del disegno di studio, quindi non si elimina riscrivendo il questionario [1]. |
| Cecità dell'assegnazione | Quando chi partecipa non sa che cosa ha ricevuto, le valutazioni raccolte sono protette per costruzione dall'interesse di chi propone il prodotto. | La protezione vale dentro quello studio: non trasforma in dato pubblicato una voce che nessuna sperimentazione ha misurato. |
| Dichiarazione su uno stato percepito | Non si appoggia ad alcuna sperimentazione umana pubblicata: la prova richiesta manca alla qualità necessaria. | L'assenza non è una prova contraria: la voce resta semplicemente non caratterizzata. |
Oggetto, condizione e punto d'arresto di ogni riferimento
| Lavoro | Che cosa registra | Dove si ferma |
|---|---|---|
| Colloca e Barsky, 2020 [1] | Placebo e nocebo nella ricerca clinica: i due versanti del fenomeno e l'indicazione che l'ampiezza massima si osserva sugli esiti valutati direttamente dai partecipanti, comprese le scale sul dolore e sull'umore. Aspettativa e condizionamento compaiono come componenti documentate del quadro. | Riguarda il metodo della ricerca clinica nel suo insieme. Non contiene una misura sul cannabidiolo e non stabilisce che una molecola produca qualcosa: chiarisce perché una valutazione soggettiva va raccolta in cieco [1]. |
| Millar e colleghi, 2018 [2] | Rassegna sistematica della farmacocinetica del cannabidiolo nell'uomo: concentrazioni plasmatiche, variazione ampia fra individui a parità di quantità somministrata, e formulazione, via di somministrazione e assunzione di cibo fra i fattori associati. Il testo riporta anche le condizioni sperimentali in cui quei valori sono stati raccolti. | Descrive che cosa entra in circolo e in quali condizioni. Le scale compilate dai partecipanti non fanno parte di quel conteggio, e la rassegna non le mette in relazione con i valori misurati [2]. |
| Iffland e Grotenhermen, 2017 [3] | Rassegna dei dati sull'uomo: effetti collaterali registrati negli studi supervisionati, con le condizioni di somministrazione riportate accanto alle osservazioni. | Il perimetro è quello dello studio supervisionato. Una domanda su uno stato riferito fuori da quel contesto non compare fra le voci esaminate, e il documento resta un inventario dei dati sull'uomo esistenti a quella data [3]. |
| Huestis, 2007 [4] | Farmacocinetica umana dei cannabinoidi, con il confronto fra CBD e THC sul piano dell'interazione con i recettori cannabinoidi. Le due molecole restano su voci separate all'interno dello stesso capitolo. | Il confronto è biochimico e farmacocinetico. La valutazione di uno stato percepito non figura fra le grandezze considerate [4]. |
| Sperimentazioni umane su cannabidiolo e stato percepito | Nessuna pubblicazione da citare su questa riga: la prova richiesta manca alla qualità necessaria. Il conteggio non migliora sommando resoconti raccolti fuori da un disegno in cieco. | Una dichiarazione di marchio in senso contrario non trova sostegno in alcuna sperimentazione umana pubblicata. La voce resta aperta fino a dati nuovi. |
Chi sente e chi risponde sono la stessa persona
La classe di domanda è quella dell'autopercezione. Non c'è un secondo osservatore che possa confermare il numero: chi compila la scala è anche l'unico ad avere accesso a ciò che la scala vuole registrare. Una grandezza così non si pesa e non si legge in un campione di sangue, e questo la separa dalle voci che una rassegna farmacocinetica riesce a mettere in colonna [2].
Colloca e Barsky, nel 2020, descrivono placebo e nocebo come parte ordinaria della ricerca clinica e indicano dove l'ampiezza diventa massima: sugli esiti valutati direttamente dai partecipanti [1]. Il punto va letto con attenzione. Non si tratta di un caso limite del disegno di studio, di un difetto che un questionario più accurato corregge [1]. È il comportamento normale di questa categoria di misura.
Le parole di tutti i giorni descrivono bene un'esperienza e male una grandezza: non hanno unità, non hanno uno zero, non hanno un intervallo condiviso fra due persone. In uno studio la scala viene definita prima, con etichette fisse e istruzioni identiche per chi partecipa, e resta comunque un numero prodotto da chi sente [1].
Da qui nasce la difficoltà di un sì. Una persona può notare qualcosa e riferirlo con precisione; il suo resoconto resta il dato di un solo soggetto, prodotto in condizioni che nessuno ha controllato. Ripetere l'osservazione su cento persone senza cieco non cambia la natura del numero, la moltiplica. Le rassegne sull'uomo citate qui raccolgono altro: valori plasmatici, condizioni di somministrazione, osservazioni registrate sotto supervisione [2][3].
Il numero nasce dentro la valutazione, non accanto
Il cieco serve esattamente a questo. Quando l'assegnazione resta nascosta a chi partecipa, le valutazioni raccolte sono protette per costruzione dall'interesse commerciale di chi propone il prodotto: nessuna aspettativa indotta da una confezione può entrare nel numero, perché la confezione non è visibile. È una protezione di metodo, dentro lo studio, e vale per lo studio. Fuori dal disegno resta l'aspettativa che nel 2020 viene descritta come componente attiva degli esiti riferiti [1].
Numeri misurabili accanto a una riga che resta aperta
Sul versante misurabile la letteratura è concreta. La rassegna sistematica di Millar del 2018 raccoglie le concentrazioni di cannabidiolo osservate nell'uomo e registra una variazione ampia fra individui a parità di quantità somministrata, con formulazione, via di somministrazione e assunzione di cibo fra i fattori associati alle differenze [2]. Tre voci che spostano un numero, tutte descritte, tutte annotate in un protocollo.
Vale la pena fermarsi sulla variazione. Se la stessa quantità dà valori plasmatici diversi da una persona all'altra [2], anche il confronto fra due resoconti perde l'ancoraggio: non si sa se le due persone abbiano avuto in circolo quantità paragonabili. Il dato misurabile e il dato riferito, in quel caso, non sono nemmeno allineati sullo stesso asse.
Questo spiega perché due formati non condividano la stessa riga. Un olio di CBD a spettro completo deglutito e delle capsule CBD non sono la stessa formulazione, e la rassegna del 2018 tiene la formulazione fra i fattori associati alle concentrazioni misurate [2]. La dicitura estrazione co2 su una confezione descrive un metodo di lavorazione; i terpeni elencati accanto ai cannabinoidi descrivono una composizione. Metodo e composizione si controllano su un certificato di analisi del lotto, non su una scala compilata da una persona.
Huestis, nel 2007, tiene CBD e THC su righe separate quando descrive l'interazione con i recettori cannabinoidi all'interno della farmacocinetica umana [4]. Iffland e Grotenhermen, nel 2017, mettono in fila i dati sull'uomo disponibili, con gli effetti collaterali registrati negli studi supervisionati e le condizioni in cui quelle osservazioni sono state raccolte [3]. Nessuno dei due lavori contiene la misura di uno stato riferito, e nessuno dei due pretende di contenerla. La domanda su che cosa faccia il sistema endocannabinoide umano appartiene a un'altra letteratura, che qui non viene richiamata.
Caratterizzato e non caratterizzato, tenuti separati
Lo standard di scrittura non cambia da quando Cibdol lavora sui cannabinoidi, dal 2014, e riguarda anche il modo in cui compiliamo una scheda come questa: uno stato caratterizzato dalla ricerca sull'uomo e uno stato non caratterizzato restano due righe diverse, e la seconda non si riempie con il linguaggio della prima. La risposta diretta, quindi, è breve. La prova richiesta manca alla qualità necessaria, e una dichiarazione di marchio in senso contrario non trova sostegno in alcuna sperimentazione umana pubblicata. Resta verificabile il resto: composizione, quantità indicate in etichetta, referto del lotto.
Domande frequenti
4 domandePerché una valutazione compilata da chi partecipa conta come dato?
La variazione descritta nella rassegna del 2018 riguarda anche i resoconti dei partecipanti?
Che cosa vuol dire che una riga resta non caratterizzata?
Perché cercare il significato di endocannabinoide non chiude questa domanda?
Informazioni su questo articolo
Luke Sholl scrive di cannabinoidi, CBD e dei benefici della natura in senso più ampio dal 2011. Il suo percorso comprende esperienza diretta nella coltivazione della cannabis lungo l'intero ciclo, dal seme al raccolto, i
Questo articolo wiki è stato redatto con l’assistenza dell’IA e revisionato da Luke Sholl, Autore specializzato in CBD e benessere. Supervisione editoriale di Joshua Askew.
Avviso medico. Questi contenuti hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono un parere medico. Consulta un operatore sanitario qualificato prima di utilizzare qualsiasi sostanza.
Ultima revisione 27 agosto 2026
Bibliografia (4)
- [1]Colloca, L. and Barsky, A.J. (2020). Placebo and Nocebo Effects. DOI: https://doi.org/10.1056/NEJMra1907805
- [2]Millar, S.A. et al. (2018). A Systematic Review on the Pharmacokinetics of Cannabidiol in Humans. DOI: https://doi.org/10.3389/fphar.2018.01365
- [3]Iffland, K. and Grotenhermen, F. (2017). Cannabis and Cannabinoid Research. DOI: https://doi.org/10.1089/can.2016.0034
- [4]Huestis, M.A. (2007). Human Cannabinoid Pharmacokinetics. DOI: https://doi.org/10.1002/cbdv.200790152
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