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Si può essere allergici al CBD? La proteina Can s 3

Still life with a Cibdol product introducing Can You Be Allergic to CBD
Cibdol · Si può essere allergici al CBD? La proteina Can s 3

Definition

La domanda nasce intorno a una sigla di tre lettere, ma le due pubblicazioni di allergologia citate qui caratterizzano una proteina vegetale della Cannabis sativa, designata Can s 3, non la molecola di cannabidiolo. Da un lato c'è l'estratto, dall'altro la base oleosa e il guscio della capsula: strati con liste di ingredienti diverse. Questa pagina mette in fila che cosa risulta pubblicato e su quali punti la letteratura non riporta cifre.

Si può essere allergici al CBD? La domanda gira quasi sempre in questa forma, con la sigla al centro. Nei due lavori di allergologia richiamati in questa pagina, però, la molecola caratterizzata come allergene non è il cannabidiolo: è una proteina della pianta di Cannabis sativa, con un nome tutto suo. Vale la pena leggere che cosa dicono esattamente, e dove si fermano.

Nelle carte di allergologia compare una proteina vegetale

Il lavoro di Gamboa del 2007 [1] descrive una sensibilizzazione alla Cannabis sativa causata da una proteina allergenica di trasporto dei lipidi, allora nuova, alla quale viene attribuita la designazione Can s 3. Una proteina di trasporto dei lipidi è una proteina vegetale [1]. Nient'altro.

Nel 2021 la stessa sigla ritorna nel lavoro di Morelli [2], dove la proteina non specifica di trasporto dei lipidi Can s 3 risulta indicata come allergene rilevante della cannabis in Nord America. Due date, un solo nome di molecola.

Le due pubblicazioni appartengono alla stessa rivista di allergologia e immunologia clinica, e la categoria della molecola coincide: proteina vegetale, caratterizzata come allergene [2]. Il cannabidiolo, in questa veste, non compare.

Chi cerca il significato di endocannabinoide sta guardando un altro capitolo della letteratura. Recettori, mediatori e funzioni del sistema endocannabinoide umano non sono l'argomento affrontato dai due lavori, che si occupano di caratterizzazione di allergeni. Anche i terpeni restano fuori: nessuno dei due riferimenti li mette tra le molecole caratterizzate.

  • Il nome: Can s 3, sigla assegnata alla proteina descritta nel lavoro di Gamboa del 2007 [1].
  • La classe: proteina di trasporto dei lipidi, cioè una proteina vegetale [1].
  • La forma ripresa nel 2021: proteina non specifica di trasporto dei lipidi, allergene rilevante della cannabis in Nord America secondo il lavoro di Morelli [2].
  • La categoria comune ai due testi: proteina vegetale, caratterizzata come allergene [2].
  • Che cosa non figura: la molecola di cannabidiolo tra le molecole caratterizzate come allergene nei due riferimenti.
  • Un'altra collocazione: la rassegna di Iffland e Grotenhermen del 2017 sulla sicurezza e sugli effetti collaterali del cannabidiolo appartiene alla letteratura generale di sicurezza, non a quella sull'allergia.
  • Il punto senza cifra: la sopravvivenza delle proteine dopo l'estrazione, per cui non risulta pubblicato un valore [1].
  • Il perimetro: il profilo di rischio generale dei prodotti finiti a base di cannabidiolo non risulta stabilito, e descriverlo andrebbe oltre le fonti citate.

Anno, autore, molecola: i due studi in colonna

VoceLavoro di Gamboa, 2007 [1]Lavoro di Morelli, 2021 [2]
Molecola al centro del testoUna proteina di trasporto dei lipidi della Cannabis sativa, presentata come nuova al momento della pubblicazioneLa stessa proteina, riportata nella forma non specifica di trasporto dei lipidi
SiglaCan s 3, designazione attribuita alla proteina descritta nel testoCan s 3, ripresa con la medesima sigla e senza cambio di nome
Classe della molecolaProteina vegetale, caratterizzata come allergenica [1]Proteina vegetale, la stessa categoria indicata per i due lavori [2]
Qualifica riportataProteina allergenica alla base della sensibilizzazione alla pianta descritta nel titoloAllergene rilevante della cannabis, secondo la formulazione del lavoro
Area geografica citataNessuna area indicata nel riferimento riportato in questa paginaNord America, indicato in modo esplicito
Sede della pubblicazioneRivista di allergologia e immunologia clinicaLa stessa rivista di allergologia e immunologia clinica
Il cannabidioloNon figura tra le molecole caratterizzate come allergene in questo testoNon figura tra le molecole caratterizzate come allergene in questo testo
I terpeniRestano fuori dall'oggetto del lavoro, che riguarda una proteinaNon compaiono tra le molecole caratterizzate
Il sistema endocannabinoideNon è l'argomento descritto: funzioni e recettori appartengono ad altra letteraturaNessuna voce dedicata al sistema cannabinoide endogeno
Prodotti finitiIl testo descrive una molecola vegetale, non un formato in commercioIl testo indica un allergene, non un profilo di rischio di prodotti finiti
Che cosa resta senza numeroLa quota di proteina che supera l'estrazione: nessuna cifra pubblicata [1]Nessun dato di questo tipo riportato nel lavoro

Il cannabidiolo arriva sempre accompagnato

Un flacone contiene un estratto e una base. Sono due cose distinte, con due storie di ingredienti diverse dietro.

Dal lato dell'estratto ci sono la frazione di cannabinoidi e i terpeni della pianta. Le diciture che parlano di estratto di canapa a spettro completo descrivono l'ampiezza del profilo, mentre l'estrazione co2 nomina un metodo di lavorazione. Nessuna delle due formulazioni dice quanta proteina vegetale resti in un estratto raffinato: le quantità sono piccole e, per la sopravvivenza delle proteine dopo l'estrazione, non risulta pubblicata una cifra [1]. Su questo punto la letteratura si ferma, e conviene fermarsi con lei.

Dal lato della base cambia tutto. Un olio CBG e un olio CBN hanno come base l'olio d'oliva. Gli oli CBD 2.0 hanno come base l'olio di semi di canapa, ottenuto dalla spremitura dei semi, che non è un estratto di cannabinoidi. Due voci vicine di nome, due materiali diversi.

Poi c'è il contenitore. Il guscio delle capsule CBD 2.0 è un softgel in gelatina bovina, e l'etichetta non lo indica adatto a un'alimentazione a base vegetale. Un'informazione che sta sulla confezione, non nell'estratto.

Ogni prodotto dichiara la propria base: è una riga fissa dell'etichetta, non un dettaglio facoltativo. Nei formati da applicare sulla pelle lo schema resta identico e cambia solo la proporzione, perché la base costituisce la quota più ampia di ciò che arriva sulla pelle.

La parte a cui può rispondere un produttore è la trasparenza sulla composizione, voce per voce. Cibdol lavora sui cannabinoidi dal 2014 secondo standard svizzeri e pubblica per ogni prodotto la lista degli ingredienti e il contenuto di cannabinoidi, controllabili prima di inserire un olio o delle capsule cbd in una routine.

Il profilo di rischio generale dei prodotti finiti a base di cannabidiolo, invece, non risulta stabilito. La rassegna di Iffland e Grotenhermen del 2017 sulla sicurezza e sugli effetti collaterali del cannabidiolo appartiene alla letteratura generale di sicurezza e non a quella sull'allergia. Due scaffali diversi della stessa biblioteca.

Basi oleose, gusci e la quota che arriva sulla pelle

FormatoBase o guscio dichiaratoChe cosa si legge in etichetta
Olio CBGOlio d'olivaLa base oleosa è la stessa indicata per l'olio CBN, e resta una voce separata dalla frazione di cannabinoidi
Olio CBNOlio d'olivaAnche qui la base compare come ingrediente a sé, accanto al contenuto di cannabinoidi dichiarato
Oli CBD 2.0Olio di semi di canapaSi ottiene dalla spremitura dei semi di canapa e non è un estratto di cannabinoidi, pur venendo dalla stessa pianta
Capsule CBD 2.0Guscio softgel in gelatina bovina, con olio di semi di canapa come base internaL'etichetta non indica il formato come adatto a un'alimentazione a base vegetale
Frazione di estratto, comune ai formatiCannabinoidi e terpeni della piantaPer la proteina vegetale che superi l'estrazione raffinata non risulta pubblicata alcuna cifra, e le quantità in gioco sono piccole [1]
Formati da applicare sulla pelleLa base della formulaLa base costituisce la quota più ampia di ciò che arriva sulla pelle, quindi è la riga da leggere per prima
Molecola caratterizzata come allergeneCan s 3, proteina vegetaleCompare nelle due pubblicazioni di allergologia citate qui, non nella lista degli ingredienti di un formato [1] [2]
Riga confrontabile fra prodottiLista degli ingredienti e contenuto di cannabinoidiSono pubblicati per ogni prodotto e restano controllabili prima che un formato entri in una routine

Che cosa risulta scritto e che cosa resta senza cifra

PuntoStato nelle fonti citateDove sta scritto
Una proteina vegetale della Cannabis sativa caratterizzata come allergeneDocumentata in due pubblicazioni di allergologia, con la stessa categoria di molecola[1] [2]
Nome della proteinaCan s 3 in entrambi i testi, senza varianti di designazione[1] [2]
Tipo di proteinaProteina di trasporto dei lipidi, richiamata nel 2021 nella forma non specifica[1] [2]
Area indicata nel lavoro più recenteNord America, come contesto in cui l'allergene risulta rilevante[2]
Il cannabidiolo tra le molecole caratterizzate come allergeneNon figura nei due lavori citati, che descrivono una proteina della pianta[1] [2]
Proteina che supera l'estrazione, espressa in cifraNessun valore pubblicato; nell'estratto raffinato le quantità sono piccole[1]
Profilo di rischio generale dei prodotti finiti a base di cannabidioloNon risulta stabilito da nessuna delle fonti richiamate in questa paginaNessuna delle fonti citate
Rassegna di Iffland e Grotenhermen del 2017Letteratura generale di sicurezza sul cannabidiolo, non letteratura sull'allergiaPubblicazione a sé, citata qui solo per collocazione
Sistema endocannabinoide e sue funzioniFuori dall'oggetto dei due lavori, che riguardano la caratterizzazione di un allergene[1] [2]
Terpeni della piantaNon compaiono tra le molecole caratterizzate nei due riferimenti[1] [2]
Composizione di un singolo formatoLista degli ingredienti e contenuto di cannabinoidi pubblicati prodotto per prodottoEtichetta e documentazione di prodotto

Domande frequenti

La sigla Can s 3 riguarda il cannabidiolo o la pianta?
Riguarda la pianta. Nel lavoro di Gamboa del 2007 [1] la designazione Can s 3 viene attribuita a una proteina allergenica di trasporto dei lipidi della Cannabis sativa, cioè a una proteina vegetale. Il lavoro di Morelli del 2021 [2] la riprende con la stessa sigla come allergene rilevante della cannabis in Nord America. Il cannabidiolo non figura tra le molecole caratterizzate in questi due testi.
Perché in una pagina sull'allergia si parla di olio d'oliva e olio di semi di canapa?
Perché la base non è la stessa cosa dell'estratto. Un olio CBG e un olio CBN hanno come base l'olio d'oliva, mentre gli oli CBD 2.0 usano olio di semi di canapa, ottenuto dalla spremitura dei semi e non riconducibile a un estratto di cannabinoidi. Ogni prodotto dichiara la propria base in etichetta, ed è la voce che si legge accanto al contenuto di cannabinoidi.
L'estrazione co2 dice qualcosa sulle proteine dell'estratto?
Dice qual è il metodo di lavorazione, non quanta proteina vegetale resti alla fine. Nell'estratto raffinato le quantità sono piccole e, per la sopravvivenza delle proteine dopo l'estrazione, non risulta pubblicata alcuna cifra [1]. Le diciture di spettro completo descrivono l'ampiezza del profilo di cannabinoidi e terpeni, che è un'altra informazione ancora.
Il guscio delle capsule CBD 2.0 è adatto a un'alimentazione a base vegetale?
No. Il guscio è un softgel in gelatina bovina, e l'etichetta non lo indica adatto a un'alimentazione a base vegetale. È un dato della confezione, distinto dall'estratto che contiene. Per ogni prodotto restano pubblicati la lista degli ingredienti e il contenuto di cannabinoidi, controllabili prima che un formato entri in una routine.

Informazioni su questo articolo

Luke Sholl scrive di cannabinoidi, CBD e dei benefici della natura in senso più ampio dal 2011. Il suo percorso comprende esperienza diretta nella coltivazione della cannabis lungo l'intero ciclo, dal seme al raccolto, i

Questo articolo wiki è stato redatto con l’assistenza dell’IA e revisionato da Luke Sholl, Autore specializzato in CBD e benessere. Supervisione editoriale di Joshua Askew.

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Ultima revisione 30 agosto 2026

Bibliografia (2)

  1. [1]Gamboa et al. (2007). Sensitization to Cannabis sativa caused by a novel allergenic lipid transfer protein, Can s 3. DOI: https://doi.org/10.1016/j.jaci.2007.07.052
  2. [2]Morelli et al. (2021). Non-specific Lipid Transfer Protein (Can s 3) Is a Relevant Cannabis Allergen in North America. DOI: https://doi.org/10.1016/j.jaci.2020.12.605

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