Tabella dei terpeni: aromi, punti di ebollizione e piante di provenienza

Definition
Una tabella dei terpeni raccoglie in un'unica vista i composti aromatici: il nome che compare nell'analisi di laboratorio, l'odore riportato, la temperatura di ebollizione approssimativa e un vegetale familiare in cui quel composto si trova in quantità. Questa scheda copre otto terpeni fra quelli segnalati con più frequenza in canapa e cannabis. Quattro colonne, nessuna delle quali descrive ciò che accade nell'organismo.
Il referto arriva su due pagine. Sulla prima i cannabinoidi. Sulla seconda una colonna di nomi che nessuno pronuncia volentieri: mircene, umulene, nerolidolo, beta-cariofillene. Nessun odore accanto, nessuna temperatura, nessun appiglio a qualcosa di conosciuto. Una tabella dei terpeni nasce per colmare quel vuoto: mette nome, profumo, numero e pianta sulla stessa riga.
Dal nome in laboratorio all'odore che riconosci
Le quattro colonne, una per una
La prima colonna riporta il nome del terpene, cioè la sua identità chimica: la stessa dicitura che compare nell'analisi. La seconda mette in parole l'odore che quella molecola porta con sé. La terza indica un punto di ebollizione approssimativo. La quarta elenca vegetali in cui il composto compare in quantità, così da avere a disposizione un riferimento olfattivo già noto. Quattro voci, e nessuna di queste dice che cosa faccia un terpene. La scheda descrive identità, odore, temperatura e provenienza. Poi si ferma.
Otto molecole, nessuna varietà
Le righe sono otto, scelte fra i terpeni riportati con più frequenza in canapa e cannabis. Nessuna corrisponde a una varietà. Un terpene è una molecola, non l'impronta di una pianta: per questo non esiste una riga per specie, né un profilo che identifichi un raccolto. Se in un estratto compaiono nomi presenti in questa tabella, la spiegazione sta nella frazione aromatica. Gli estratti di canapa a spettro completo ne conservano una parte accanto ai cannabinoidi, ed è il motivo per cui i nomi dei terpeni finiscono nelle discussioni sull'olio CBD.
Il numero della terza colonna è una misura fisica
Il punto di ebollizione si misura sul singolo composto isolato. Non descrive un estratto, non descrive una pianta: descrive una sostanza sola, in laboratorio. I valori in colonna arrivano dalla letteratura, arrotondati, e restano approssimativi. Se confronti due tabelle diverse trovi cifre che non coincidono, e la ragione è semplice: le figure pubblicate variano fra le fonti, quindi ogni temperatura va letta come un intervallo e non come una soglia netta. C'è poi un caso che chiede attenzione. Per l'umulene circola il valore fra 106 e 107 °C, molto usato in queste schede, ma è un dato approssimativo e non un punto di ebollizione a pressione ambiente confrontabile con gli altri della stessa colonna. Metterlo in fila con le altre righe suggerisce una graduatoria che i dati non sostengono.
- misura eseguita sul composto isolato, non su una miscela vegetale;
- valori di letteratura, arrotondati, quindi indicativi;
- cifre pubblicate diverse fra una fonte e l'altra: intervallo, non soglia;
- umulene, fra 106 e 107 °C: valore approssimativo, fuori confronto diretto con le righe vicine;
- nessuna colonna della scheda ricava un ordine di importanza da queste temperature.
Elenchi di provenienza che si ripetono
Scorrendo la colonna delle provenienze capita di trovare lo stesso terpene sotto vegetali senza parentela stretta fra loro. Non è una svista di compilazione. La molecola è identica a prescindere da dove venga isolata: il nome nella prima colonna indica una struttura chimica precisa, e quella struttura si forma in tessuti vegetali distanti, in specie che sul piano botanico non hanno nulla in comune. La sovrapposizione, allora, è informativa: serve a dare un riferimento olfattivo che hai già in memoria. Un punto merita cautela. Dentro un estratto nessun terpene si presenta da solo. Sta in una miscela che raccoglie decine di composti volatili, e l'odore complessivo non corrisponde a nessuna singola riga. Leggere una riga significa leggere una molecola. Aprire una bottiglia significa incontrare l'intera frazione volatile.
- stessa molecola in specie non affini: sovrapposizione attesa;
- il nome indica una struttura chimica, non un'origine botanica;
- in un estratto i terpeni compaiono in miscela, con decine di composti volatili;
- l'aroma percepito non si legge in una riga sola.
Ipotesi in discussione, non risultato acquisito
Resta una domanda che queste quattro colonne non chiudono, e vale la pena dire perché. Una rassegna del 2011 firmata da Russo ha proposto un'interazione fra i terpenoidi della cannabis e i cannabinoidi, indicandola come pista da approfondire [1]. Lo stesso lavoro segnala il mircene come terpenoide più abbondante nella pianta [1]. Proposta vuol dire proposta: la questione è ancora in discussione, non è un risultato acquisito, e le posizioni di entrambe le parti stanno nella voce sull'effetto entourage. Ciò che accade nell'organismo, quindi, non entra in questa scheda. È un tema a sé, e molto meno definito di un odore riportato o di una temperatura arrotondata. La differenza fra le due cose è netta: da un lato una misura ripetibile su un composto isolato, dall'altro una domanda di ricerca aperta. La citazione del 2011 sostiene la descrizione dell'abbondanza relativa nella pianta [1], con l'avvertenza che la variabilità fra singole piante è considerevole. Il raccolto, il tessuto, la lavorazione: tutto questo sposta le quantità, senza spostare l'identità chimica delle molecole in elenco. Per quello serve la tabella. Per il resto servono altre pagine, e prove di altro genere.
Chi se ne va prima, chi resta più a lungo
La colonna delle temperature esiste per un motivo concreto: i terpeni sono volatili, e l'aroma cambia con la manipolazione. Le molecole con punto di ebollizione più basso si perdono con maggiore facilità durante l'essiccazione, il riscaldamento e i passaggi di estrazione. Quelle più pesanti restano più a lungo: il nerolidolo e il beta-cariofillene appartengono a questo gruppo. Ecco perché due materiali con lo stesso corredo di partenza possono arrivare al naso in modo diverso. La dicitura estrazione CO2 su un'etichetta indica un procedimento, e la colonna delle temperature aiuta a inquadrare quali molecole attraversano quei passaggi con minore perdita. Un estratto a spettro completo conserva parte della frazione aromatica accanto ai cannabinoidi: da lì arrivano i nomi che leggi nel referto.
- volatilità: la ragione per cui la temperatura ha una colonna propria;
- valori più bassi: perdita più facile in essiccazione, riscaldamento, estrazione;
- nerolidolo e beta-cariofillene: molecole più pesanti, persistenza più lunga;
- frazione aromatica in parte conservata negli estratti a spettro completo, insieme ai cannabinoidi;
- ogni valore in colonna resta un intervallo approssimativo.
Il confine di questa scheda
La ricerca sul sistema endocannabinoide umano non passa da qui
Accanto a questo argomento circolano ricerche vicine: il significato del termine endocannabinoide, il sistema cannabinoide endogeno e le sue funzioni, la farmacologia del sistema endocannabinoide umano. Sono domande legittime, con schede dedicate. La rassegna citata in questa pagina riguarda i terpenoidi della cannabis e i cannabinoidi [1] e non descrive il funzionamento di quel sistema. Nemmeno la tabella lo fa: quattro colonne, otto righe, nessuna riga su quel fronte. Discorso analogo per i formati, come le capsule CBD, e per i metodi di lavorazione: appartengono ad altre voci del wiki.
Che cosa leggere subito dopo questa tabella
Se la tabella lascia domande sulla chimica, la lettura successiva è la panoramica su cosa sono i terpeni: come sono fatte queste molecole, come si formano sulla pianta, come vengono misurate in laboratorio. La voce sull'effetto entourage raccoglie invece la discussione aperta dalla proposta del 2011 [1], con gli argomenti di entrambe le parti. Due percorsi distinti, e tanto basta: qui restano il nome, l'odore, il numero approssimativo e il vegetale che aiuta a riconoscerlo.
Domande frequenti
4 domandeQuante voci compaiono in questa tabella e come sono disposte?
Il mircene è il terpene più segnalato nella canapa?
Il valore indicato per l'umulene si confronta con gli altri?
Un nome di terpene dice da quale varietà arriva un estratto?
Informazioni su questo articolo
Luke Sholl scrive di cannabinoidi, CBD e dei benefici della natura in senso più ampio dal 2011. Il suo percorso comprende esperienza diretta nella coltivazione della cannabis lungo l'intero ciclo, dal seme al raccolto, i
Questo articolo wiki è stato redatto con l’assistenza dell’IA e revisionato da Luke Sholl, Autore specializzato in CBD e benessere. Supervisione editoriale di Joshua Askew.
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Ultima revisione 26 agosto 2026
Bibliografia (1)
- [1]Russo, E. B. (2011). Taming THC: potential cannabis synergy and phytocannabinoid-terpenoid entourage effects. DOI: https://doi.org/10.1111/j.1476-5381.2011.01238.x
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