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Oli vettore Cibdol: la base oleosa di ogni flacone

Still life with a Cibdol product introducing Carrier Oils in Every Cibdol Bottle
Cibdol · Oli vettore Cibdol: la base oleosa di ogni flacone

Definition

L'olio vettore è la base alimentare in cui un estratto di canapa viene diluito. Nella gamma Cibdol le basi sono tre: semi di canapa spremuti a freddo, olio MCT dal cocco e olio d'oliva. Quale compare in quale confezione dipende dalla concentrazione e dal formato.

4% di CBD sul peso del prodotto finito. Il resto, circa il 96%, è olio vettore: la voce che quasi nessuno legge e che occupa quasi tutto il volume del flacone.

Tre basi oleose e la pianta da cui arrivano

Olio vettoreDove compare nella gammaPianta o materiale d'origine
Olio di semi di canapa spremuto a freddo Oli CBD dal 2,5% al 20% e capsule CBD dal 5% al 20%. È la base della fascia più ampia del catalogo e non cambia salendo di concentrazione: la stessa scelta accompagna il flacone con contagocce e il riempimento delle softgel, finché il numero in copertina resta sotto il punto di passaggio del 30%. Semi spremuti di Cannabis sativa L.: stessa specie botanica dell'estratto, parte della pianta diversa. Nella rassegna nutrizionale di Callaway del 2004 il profilo di acidi grassi risulta dominato da acido linoleico e acido alfa-linolenico, con un rapporto vicino a 3:1 fra omega-6 e omega-3 [1]. La frazione che prevale è quella a catena lunga, dai 14 atomi di carbonio in su.
Olio MCT Oli CBD al 30% e al 40%, cioè le due concentrazioni sopra il punto di passaggio della serie con contagocce. Compare anche in Complete Sleep, dove l'olio MCT è il 92,3% della composizione: carico di attivi contenuto, volume di olio grande. Cocco. Le tre lettere indicano trigliceridi a catena media, quindi acidi grassi lunghi circa da 6 a 12 atomi di carbonio: fra questi l'acido caprilico, con 8 carboni, e l'acido caprico, con 10. Il nome della categoria dipende dalla lunghezza della catena, non dalla pianta di partenza.
Olio d'oliva Olio CBG 5% e olio CBN 2:1 nei flaconi. Nelle capsule è la base dei riempimenti al 30% e al 40%, uniti all'estratto dentro la softgel, mentre le concentrazioni sotto quella soglia restano sull'olio di semi di canapa. Frutto dell'oliva. Come nell'olio di semi di canapa, la frazione prevalente è fatta di acidi grassi a catena lunga, quelli da 14 atomi di carbonio in su: due materiali di partenza distanti fra loro che finiscono nella stessa categoria di lunghezza.

Dal 2,5% al 40%: dove cambia l'olio nel contenitore

FormatoConcentrazione o formulaBase oleosa in etichetta
Olio CBD 2.0dal 2,5% al 20%Olio di semi di canapa spremuto a freddo. Tutta questa parte della scala resta sotto il punto in cui la base cambia, quindi la voce non si muove passando da una concentrazione all'altra.
Olio CBD 2.030% e 40%Olio MCT ricavato dal cocco. Il passaggio avviene al 30%: da lì in su la base è la stessa per entrambe le concentrazioni più alte della serie con contagocce.
Capsule CBD 2.0dal 5% al 20%Riempimento su olio di semi di canapa, come nei flaconi della fascia corrispondente. Il guscio è una cosa, il liquido che sta dentro è un'altra: qui il dato riguarda il liquido.
Capsule CBD 2.030% e 40%Olio d'oliva più estratto. Il punto di passaggio coincide con quello dei flaconi, ma la base che subentra sopra la soglia non è l'MCT: nelle softgel è l'oliva.
Olio CBG5%Olio d'oliva. Il flacone appartiene a una serie diversa da quella degli oli CBD, e la base oleosa lo segnala già nella lista degli ingredienti.
Olio CBN2:1Olio d'oliva, come nel flacone CBG. La scrittura 2:1 descrive il rapporto fra i cannabinoidi dell'estratto e non dice nulla sulla base.
Complete Sleepolio MCT al 92,3% della formulaOlio MCT. La percentuale dichiarata mostra quanto spazio occupa il vettore: gli attivi entrano in un volume piccolo, l'olio riempie il resto.
Un flacone qualsiasi4% di CBD sul peso del prodotto finitoCirca il 96% è olio vettore. Il numero in copertina descrive una frazione del contenuto, il resto del peso è la base in cui l'estratto viene diluito.

Catena media, catena lunga: che cosa misura la differenza

La sigla MCT non descrive una pianta. Descrive una misura: la lunghezza della catena di carbonio degli acidi grassi che compongono l'olio. Catena media vuol dire circa da 6 a 12 atomi di carbonio, e i due nomi che ricorrono in quella fascia sono l'acido caprilico, con 8 carboni, e l'acido caprico, con 10. Nel catalogo Cibdol l'olio MCT arriva dal cocco.

Sopra i 14 atomi di carbonio si entra nella catena lunga. È la frazione che prevale sia nell'olio d'oliva sia nell'olio di semi di canapa, due materie prime senza parentela botanica che finiscono nello stesso gruppo di lunghezza. Da qui una conseguenza pratica per chi legge una confezione: sapere che una base è a catena lunga non dice da quale pianta arriva, e conoscere la pianta non fissa da sola la classe di appartenenza.

Sull'olio di semi di canapa esiste una descrizione nutrizionale pubblicata. Nella rassegna di Callaway del 2004 il profilo risulta dominato da due acidi grassi, il linoleico e l'alfa-linolenico, in un rapporto vicino a 3:1 fra omega-6 e omega-3 [1]. Lo stesso lavoro colloca questo olio fra gli oli alimentari a pieno titolo, in vendita accanto a colza e noce, in circolazione come alimento prima di diventare il liquido in cui si diluisce un estratto di cannabinoidi [1].

  • Catena media: circa da 6 a 12 atomi di carbonio, la fascia a cui appartiene l'olio MCT dei flaconi al 30% e al 40%.
  • Acido caprilico e acido caprico: 8 e 10 atomi di carbonio, i due esempi citati più spesso dentro quella fascia.
  • Catena lunga: 14 atomi di carbonio e oltre, frazione prevalente nell'olio d'oliva e nell'olio di semi di canapa.
  • Origine dell'MCT nel catalogo: cocco, e non un grasso vegetale indistinto.
  • Profilo dei semi di canapa: acido linoleico e acido alfa-linolenico in testa, rapporto vicino a 3:1 fra omega-6 e omega-3 secondo Callaway, 2004 [1].
  • Stato dell'olio di semi di canapa: olio alimentare a sé, sullo scaffale accanto a colza e noce, in uso prima della diluizione degli estratti [1].

Dall'etichetta alla base oleosa, passaggio per passaggio

  1. Parti dalla percentuale di cannabidiolo. Descrive una frazione del peso del prodotto finito: al 4%, il restante 96% circa è base oleosa. Il numero grande in copertina riguarda l'estratto, non il liquido che lo circonda.
  2. Guarda il formato. Flacone con contagocce e capsula condividono lo stesso punto di passaggio, il 30%, ma non la base che subentra sopra quella soglia: sono due percorsi che si separano proprio lì.
  3. Confronta la concentrazione con il 30%. Sotto quella soglia, in entrambi i formati, la base è olio di semi di canapa spremuto a freddo. Sopra: MCT nei flaconi al 30% e al 40%, olio d'oliva nei riempimenti delle softgel corrispondenti.
  4. Verifica a quale serie appartiene il flacone. Olio CBG 5% e olio CBN 2:1 stanno su olio d'oliva, indipendentemente dal punto di passaggio che regola gli oli CBD e le capsule CBD.
  5. Cerca la percentuale della base quando è dichiarata per intero. In Complete Sleep l'olio MCT compare al 92,3% della formula, e quel numero dice quanta parte della composizione è vettore.
  6. Distingui le voci che descrivono l'estratto da quelle che descrivono la base. Terpeni, estrazione CO2 e diciture come spettro completo appartengono all'estratto e al metodo con cui è stato ottenuto, non all'olio in cui viene diluito.
  7. Tieni separati gli argomenti. Il sistema endocannabinoide umano e le sue funzioni hanno pagine proprie: la base oleosa si identifica con due dati soltanto, il materiale di partenza e la lunghezza della catena degli acidi grassi.
  8. Chiudi sul certificato di analisi del lotto, che riporta il contenuto di cannabinoidi misurato: dal 2014 lo standard di lavoro dietro il catalogo Cibdol è lo stesso, lista degli ingredienti leggibile e lotto verificabile.

Domande frequenti

Perché un flacone al 4% è quasi tutto olio vettore?
Perché la percentuale indica il CBD sul peso del prodotto finito. Al 4%, il restante 96% circa è la base oleosa in cui l'estratto viene diluito. È il motivo per cui la base non è un dettaglio secondario della lista degli ingredienti: in volume e in peso rappresenta la parte più grande del contenuto del flacone.
Che cosa indica la sigla MCT sull'etichetta di un olio?
Indica trigliceridi a catena media, cioè acidi grassi composti da circa 6 a 12 atomi di carbonio. In quella fascia rientrano l'acido caprilico, con 8 carboni, e l'acido caprico, con 10. La sigla classifica la lunghezza della catena, non la pianta: nel catalogo Cibdol l'olio MCT arriva dal cocco.
In quali confezioni compare l'olio d'oliva?
Nei flaconi dell'olio CBG 5% e dell'olio CBN 2:1, e nei riempimenti delle capsule al 30% e al 40%, dove la base d'oliva è unita all'estratto dentro la softgel. Le capsule dal 5% al 20% restano invece sull'olio di semi di canapa, come i flaconi della stessa fascia di concentrazione.
La base oleosa dice qualcosa sui terpeni o sul sistema endocannabinoide?
No. I terpeni fanno parte del vocabolario con cui si descrive un estratto di canapa, e il sistema endocannabinoide è argomento di altre pagine. Della base oleosa si dichiarano due cose: il materiale di partenza, semi di canapa, cocco oppure oliva, e la lunghezza della catena degli acidi grassi che la compongono.

Informazioni su questo articolo

Luke Sholl scrive di cannabinoidi, CBD e dei benefici della natura in senso più ampio dal 2011. Il suo percorso comprende esperienza diretta nella coltivazione della cannabis lungo l'intero ciclo, dal seme al raccolto, i

Questo articolo wiki è stato redatto con l’assistenza dell’IA e revisionato da Luke Sholl, Autore specializzato in CBD e benessere. Supervisione editoriale di Joshua Askew.

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Ultima revisione 27 agosto 2026

Bibliografia (1)

  1. [1]Callaway, J.C. (2004). Hempseed as a nutritional resource: An overview. DOI: https://doi.org/10.1007/s10681-004-4811-6

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