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Fitocannabinoidi: i cannabinoidi che nascono nella pianta

Definition
Un fitocannabinoide è un cannabinoide che la pianta produce da sé: CBD, THC, CBG, CBC, CBN e THCV rientrano in questo gruppo. Gli endocannabinoidi, anandamide e 2-AG, li produce il corpo. I cannabinoidi sintetici, terza casella, arrivano dai laboratori.
Fitocannabinoidi: la definizione parte dalla provenienza
Un fitocannabinoide è un cannabinoide prodotto da una pianta. Il prefisso fito vuol dire vegetale, e dice già quasi tutto: quello che definisce il gruppo non è la forma della molecola, ma chi l'ha fabbricata. CBD, THC, CBG, CBC, CBN e THCV stanno qui dentro per questo motivo, perché nascono nel tessuto vegetale.
Gli endocannabinoidi rispondono alla stessa regola, girata dall'altra parte. Li produce il corpo. Anandamide e 2-AG sono i due nomi che ricorrono sempre, e il significato di endocannabinoide si esaurisce lì: molecola interna, non vegetale. Resta la terza casella, quella dei cannabinoidi sintetici, che nascono nei laboratori e comprendono composti destinati alla ricerca e analoghi ottenuti per sintesi.
Tre gruppi, divisi per provenienza e non per carattere della molecola. È una distinzione noiosa e utile, perché evita l'errore più comune: pensare che fitocannabinoide sia sinonimo di una sola sigla. Nella pianta l'elenco è lungo. La rassegna di ElSohly e Slade del 2005 ha catalogato in dettaglio i costituenti chimici, e la miscela che ne risulta è più ampia dei due composti più noti [1].
C'è anche un motivo pratico per tenere separate le tre parole. Su un'etichetta di estratto di canapa a spettro completo i fitocannabinoidi occupano una voce e i terpeni un'altra: famiglie chimiche diverse, stessa pianta di partenza. Gli oli e le capsule CBD riportano il contenuto di cannabinoidi in etichetta, e quel numero riguarda la prima voce, non la seconda.
Una precisazione sul termine, prima di andare avanti. Fitocannabinoide non è una categoria commerciale: è un'etichetta di classificazione, e serve a mettere ordine in un elenco che, come mostra il catalogo del 2005, va ben oltre i nomi più citati [1]. Chi cerca il significato di endocannabinoide sta cercando l'altra metà della stessa mappa.
Dall'olivetolato al CBGa: il bivio della biosintesi
Una pianta non tira fuori CBD o THC dal nulla. Prima costruisce un mattone, poi lo modifica. Il lavoro di Fellermeier e Zenk del 1998 ha descritto proprio quel passaggio: una transferasi della canapa attacca un gruppo prenilico all'olivetolato, e da questa prenilazione nasce acido cannabigerolico, indicato nello stesso lavoro come precursore del tetraidrocannabinolo [2].
Tre parole vale la pena scioglierle. L'olivetolato è il substrato di partenza. Il gruppo prenilico è il pezzo che viene aggiunto. La transferasi è l'enzima che fa il trasferimento, e il suo nome descrive un mestiere, non un risultato. Messi in fila, questi tre elementi danno una sola molecola: CBGa, nella forma abbreviata che si legge nei documenti tecnici.
Il punto interessante arriva dopo. L'acido cannabigerolico è il punto di diramazione dell'intera famiglia [2]. Vuol dire che le sigle degli elenchi non sono parenti alla lontana: condividono un antenato comune dentro la stessa pianta. Chi legge un profilo di cannabinoidi legge, in fondo, le uscite diverse di un unico bivio.
Da qui si capisce anche perché il tetraidrocannabinolo non venga costruito in modo diretto. Nella descrizione del 1998 il THC sta a valle: prima il precursore, poi il ramo [2]. Ed è la ragione per cui il cannabigerolo compare in cima a quasi tutti gli schemi di biosintesi che girano in letteratura.
Ultima nota, sul rapporto fra pianta e contenuto di una bottiglietta. Quello che la pianta ha costruito viene poi separato dal materiale vegetale, per esempio con l'estrazione co2, e finisce in un estratto. Il catalogo del 2005 e il lavoro del 1998 rispondono a due domande distinte: quali costituenti ci sono, e come nasce il primo di loro [1][2].
Recettori, messaggeri interni e un terpene che punta al CB2
Il nome di tutta la faccenda arriva da qui. Il sistema endocannabinoide è composto da recettori e da messaggeri prodotti internamente, e i due messaggeri più studiati sono anandamide e 2-AG [3].
L'anandamide è stata isolata nel 1992 dal gruppo di Devane: un costituente del tessuto cerebrale che si lega al recettore dei cannabinoidi e che in quel lavoro ha ricevuto il suo nome [3]. Da quel momento la parola cannabinoide ha smesso di indicare soltanto molecole vegetali. Le funzioni del sistema endocannabinoide umano restano un capitolo di ricerca a sé, con una letteratura che continua a crescere.
C'è poi un caso che scombina le caselle in modo istruttivo. Il beta-cariofillene non è un fitocannabinoide: è un terpene dal profilo pepato, presente nel pepe nero, nei chiodi di garofano e nel luppolo, e il recettore CB2 è il suo bersaglio di legame. La classificazione, di nuovo, guarda alla provenienza e alla struttura.
- Recettori e messaggeri interni: le due componenti con cui viene descritto il sistema cannabinoide endogeno [3].
- Anandamide: isolata dal tessuto cerebrale nel 1992, si lega al recettore dei cannabinoidi e da quel lavoro prende il nome [3].
- 2-AG: l'altro messaggero interno, citato accanto all'anandamide fra i due più studiati [3].
- Fitocannabinoidi: CBD, THC, CBG, CBC, CBN e THCV, tutti di provenienza vegetale, catalogati insieme agli altri costituenti chimici nella rassegna del 2005 [1].
- Cannabinoidi sintetici: composti destinati alla ricerca e analoghi ottenuti per sintesi, raggruppati per luogo di origine.
- Beta-cariofillene: terpene e non cannabinoide, con pepe nero, chiodi di garofano e luppolo fra le fonti, e il recettore CB2 come punto di legame.
Provenienza, nomi e lavori citati
| Voce | Da dove arriva | Nomi che compaiono nei lavori citati | Come è documentata |
|---|---|---|---|
| Fitocannabinoidi | Tessuto della pianta | CBD, THC, CBG, CBC, CBN, THCV | La rassegna del 2005 di ElSohly e Slade cataloga in dettaglio i costituenti chimici, e la miscela descritta è più ampia dei due composti più noti [1] |
| Endocannabinoidi | Prodotti dal corpo | Anandamide, 2-AG | Nel 1992 il gruppo di Devane ha isolato un costituente del tessuto cerebrale che si lega al recettore dei cannabinoidi, e lo ha chiamato anandamide [3] |
| Cannabinoidi sintetici | Laboratori | Composti destinati alla ricerca, analoghi ottenuti per sintesi | Gruppo definito dalla provenienza: la classificazione guarda a chi ha fabbricato la molecola, non al suo carattere |
| Sistema endocannabinoide | Componente interna, descritta nell'uomo | Recettori e messaggeri interni, con anandamide e 2-AG fra i due più studiati | Descritto in questi termini nel lavoro del 1992 [3] |
| 2-AG | Prodotto dal corpo | Messaggero interno citato accanto all'anandamide | Nella stessa fonte del 1992 i due compaiono come i messaggeri più studiati del sistema [3] |
| Acido cannabigerolico (CBGa) | Costruito dentro la canapa | Olivetolato, gruppo prenilico, transferasi della canapa | Fellermeier e Zenk, 1998: la prenilazione dell'olivetolato dà acido cannabigerolico, precursore del tetraidrocannabinolo e punto di diramazione dell'intera famiglia [2] |
| THCV | Tessuto della pianta | Compare nell'elenco dei fitocannabinoidi | Rientra fra i costituenti catalogati nel 2005 insieme agli altri cannabinoidi di origine vegetale [1] |
| Beta-cariofillene | Pepe nero, chiodi di garofano, luppolo | Terpene dal profilo pepato | Negli elenchi resta un terpene e non un fitocannabinoide, con il recettore CB2 come punto di legame |
| Contenuto dichiarato | Etichetta e analisi del lotto | Contenuto di cannabinoidi per ogni prodotto CBD | Pubblicato insieme all'analisi da Cibdol, al lavoro sulla formulazione e sui test dei cannabinoidi dal 2014 |
Domande frequenti
3 domandeIl CBD rientra fra i fitocannabinoidi o fra gli endocannabinoidi?
Perché l'acido cannabigerolico viene chiamato punto di diramazione?
Dove si colloca il beta-cariofillene rispetto ai fitocannabinoidi?
Informazioni su questo articolo
Luke Sholl scrive di cannabinoidi, CBD e dei benefici della natura in senso più ampio dal 2011. Il suo percorso comprende esperienza diretta nella coltivazione della cannabis lungo l'intero ciclo, dal seme al raccolto, i
Questo articolo wiki è stato redatto con l’assistenza dell’IA e revisionato da Luke Sholl, Autore specializzato in CBD e benessere. Supervisione editoriale di Joshua Askew.
Avviso medico. Questi contenuti hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono un parere medico. Consulta un operatore sanitario qualificato prima di utilizzare qualsiasi sostanza.
Ultima revisione 26 agosto 2026
Bibliografia (3)
- [1]ElSohly, M.A. and Slade, D. (2005). Chemical constituents of marijuana: the complex mixture of natural cannabinoids. DOI: https://doi.org/10.1016/j.lfs.2005.09.011
- [2]Fellermeier, M. and Zenk, M.H. (1998). Prenylation of olivetolate by a hemp transferase yields cannabigerolic acid, the precursor of tetrahydrocannabinol. DOI: https://doi.org/10.1016/s0014-5793(98)00450-5
- [3]Devane, W.A. et al. (1992). Isolation and structure of a brain constituent that binds to the cannabinoid receptor. DOI: https://doi.org/10.1126/science.1470919
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