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Cannabinoidi: vegetali, endogeni e precursori in tabella

Definition
I cannabinoidi sono un gruppo di composti con due indirizzi di origine: la pianta di canapa e l'organismo. Nella prima colonna stanno le sigle vegetali come CBD, CBG e CBN; nella seconda molecole prodotte dal corpo, fra cui il 2-AG. Qui le due colonne restano separate, con anno e autori accanto a ogni dato.
Due indirizzi di partenza, una parola sola: cannabinoide. Uno porta al tessuto della pianta di canapa, l'altro dentro l'organismo. La chimica classifica in modo diverso a seconda di dove la molecola è stata prodotta, e quasi tutti i malintesi su questo argomento nascono dal salto fra le due colonne.
Pianta o corpo: due indirizzi per la stessa parola
Il primo taglio è per origine. I fitocannabinoidi nascono nella pianta, e le sigle che si leggono su un estratto appartengono a questo gruppo: CBD, CBG, CBN, THC. Gli endocannabinoidi no. Quelli li produce l'organismo. La parola lo dice già: endo sta per interno, il resto del termine rimanda alla stessa famiglia chimica. Chi cerca endocannabinoide significato arriva esattamente qui, a una distinzione di provenienza e non a una singola molecola.
Il 2-arachidonoilglicerolo, in sigla 2-AG, è endogeno: prodotto nel corpo. Nelle descrizioni risulta il secondo endocannabinoide principale e, di norma, il più abbondante dei due. L'altro nome della coppia è l'anandamide. Nella scheda del 2-AG la casella dedicata alla presenza nella cannabis resta senza risposta, perché non è una voce che si cerchi in un estratto vegetale: l'indirizzo di partenza è un altro.
Il sistema endocannabinoide umano compare in letteratura anche sotto il nome di sistema cannabinoide endogeno. Due diciture, una sola voce, che ha una pagina propria. In questa pagina restano in primo piano le molecole e i loro nomi.
Una mappa per famiglie serve a questo: sapere quale colonna guardare prima di cercare un dato. Le sigle vegetali si verificano su un documento di lotto. Le molecole prodotte dal corpo si leggono negli articoli scientifici. Sono due percorsi separati, e mescolarli è il modo più rapido per attribuire a una bottiglietta una cifra che appartiene a una pubblicazione.
| Voce | Origine | Nota di scheda |
|---|---|---|
| Fitocannabinoidi (CBD, CBG, CBN, THC) | pianta di canapa | sigle che compaiono nell'analisi di un estratto |
| Endocannabinoidi | organismo | prodotti dal corpo, non ingredienti di un estratto |
| 2-arachidonoilglicerolo (2-AG) | endogeno | secondo endocannabinoide principale, di norma il più abbondante dei due |
| Anandamide | endogeno | l'altro nome della coppia più descritta |
| 2-AG nella cannabis | voce non pertinente | casella non compilata |
1998: un gruppo prenilico, un olivetolato, un acido
Il lavoro di Fellermeier e Zenk del 1998 descrive un passaggio preciso [2]. Una transferasi della canapa trasferisce un gruppo prenilico sull'olivetolato. Il prodotto è l'acido cannabigerolico, indicato nella stessa pubblicazione come precursore del tetraidrocannabinolo [2].
Conviene leggere l'ordine delle parole. Prima l'enzima vegetale, poi la molecola che riceve il gruppo, poi un acido con un nome proprio. La radice cannabigerol-, quella che ritroviamo nella sigla CBG, viene da lì. Il resto, in quel lavoro, non è messo in cifre: nessuna quantità, nessuna resa, nessun elenco dei rami successivi [2].
Da un punto di partenza comune si arriva a nomi diversi, ed è questo che rende la parola famiglia adatta al gruppo. La voce citata nel 1998 è un acido; i nomi che si leggono su una scheda di prodotto sono altri. Le due liste non vanno sovrapposte, perché su un certificato di analisi compaiono i composti che il laboratorio ha cercato, non l'albero biosintetico completo della pianta.
L'acido cannabigerolico, per essere chiari, non è una voce di catalogo. Vive in bibliografia, con autori e anno accanto, e resta lì. Quando una pagina di prodotto elenca cannabinoidi, elenca ciò che viene quantificato lotto per lotto.
| Voce | Dato | Fonte |
|---|---|---|
| Anno | 1998 | [2] |
| Autori | Fellermeier e Zenk | [2] |
| Enzima | transferasi della canapa | [2] |
| Gruppo trasferito | prenilico, sull'olivetolato | [2] |
| Prodotto | acido cannabigerolico | [2] |
| Ruolo indicato | precursore del tetraidrocannabinolo | [2] |
Una miscela, non un composto: la rassegna del 2005
Nel 2005 ElSohly e Slade firmano una rassegna sui costituenti chimici della cannabis, e la formulazione scelta parla di una miscela complessa di cannabinoidi naturali [1]. Miscela. Non composto singolo.
Una rassegna raccoglie e ordina il materiale già pubblicato: mette in relazione lavori diversi, non misura una partita in laboratorio. Per questo il 2005 è utile come inquadramento della famiglia, non come riga di confronto per una bottiglietta. Chi cerca un numero verificabile guarda un altro documento, con una data e un codice di lotto sopra.
I terpeni entrano quasi sempre nella stessa conversazione, e sono un gruppo distinto, con nomi propri, schede proprie e valori fisici propri. Non sono cannabinoidi, e in questa mappa non occupano una riga.
Una rilevazione del 2019 sulla cannabis riporta quantità in tracce, molto piccole. È un'informazione di ordine di grandezza, non un profilo: dice che una sigla può essere presente e restare quasi al limite della misura. Sigle rare e sigle abbondanti finiscono nello stesso elenco, con pesi molto diversi.
Un numero totale, qui, non lo scriviamo. Le fonti citate in questa pagina non ne fissano uno, e una cifra tonda ripetuta altrove non diventa un dato solo perché circola. Restano l'anno, gli autori e la dicitura: tre cose che si possono controllare.
| Voce | Contenuto |
|---|---|
| Rassegna del 2005 | ElSohly e Slade, costituenti chimici della cannabis [1] |
| Dicitura riportata | miscela complessa di cannabinoidi naturali [1] |
| Rilevazione del 2019 | quantità in tracce, molto piccole |
| Terpeni | gruppo distinto, scheda separata |
| Numero totale di sigle | non fissato dalle fonti citate qui |
Le tre sigle che hanno un posto in catalogo
Tre sigle, un ordine di arrivo. Cibdol lavora i cannabinoidi dal 2014 e ha cominciato dal CBD, con CBG e CBN aggiunti in seguito, sulla scorta delle evidenze disponibili e del lavoro di estrazione. Nessuna delle tre sostituisce le altre: convivono come voci separate.
Le stesse sigle si presentano in formati diversi. Gli oli CBD 2.0 e le capsule CBD 2.0 hanno in comune la riga che si può confrontare, cioè il contenuto di cannabinoidi dichiarato, riportato sul certificato di analisi per lotto.
Sull'etichetta compaiono anche parole che riguardano il processo o il tipo di estratto. La dicitura estrazione CO2 descrive il passaggio a monte, in impianto. Un olio CBD a spettro completo indica un tipo di estratto, e la quantità sta nei numeri accanto, non nell'aggettivo. Prima i numeri, poi le parole: metà dei malintesi finisce lì.
Fuori da questa mappa restano voci con una scheda propria: il CBN in dettaglio, il sistema endocannabinoide con i suoi nomi alternativi, l'anandamide e il 2-AG. Il precursore del 1998 appartiene alla bibliografia, non al listino [2]. Pagine diverse, e la separazione è voluta.
Le sigle vegetali si contano in etichetta. Le molecole endogene si leggono negli articoli. Chi tiene distinte le due letture non chiede a un flacone un dato che quel flacone non contiene.
| Sigla o voce | Stato in catalogo | Dove si legge il dato |
|---|---|---|
| CBD | punto di partenza | certificato di analisi per lotto |
| CBG | aggiunta successiva | certificato di analisi per lotto |
| CBN | aggiunta successiva | certificato di analisi per lotto |
| Acido cannabigerolico | non è una voce di catalogo | pubblicazione del 1998 [2] |
| 2-AG e anandamide | prodotti dal corpo, non ingredienti | letteratura sul sistema endocannabinoide |
Domande frequenti
4 domandePerché fitocannabinoidi ed endocannabinoidi stanno in colonne separate?
Il 2-AG è più abbondante dell'anandamide?
Che passaggio chimico descrive la pubblicazione del 1998?
Quali sigle si sono aggiunte dopo il CBD?
Informazioni su questo articolo
Luke Sholl scrive di cannabinoidi, CBD e dei benefici della natura in senso più ampio dal 2011. Il suo percorso comprende esperienza diretta nella coltivazione della cannabis lungo l'intero ciclo, dal seme al raccolto, i
Questo articolo wiki è stato redatto con l’assistenza dell’IA e revisionato da Luke Sholl, Autore specializzato in CBD e benessere. Supervisione editoriale di Joshua Askew.
Avviso medico. Questi contenuti hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono un parere medico. Consulta un operatore sanitario qualificato prima di utilizzare qualsiasi sostanza.
Ultima revisione 26 agosto 2026
Bibliografia (2)
- [1]ElSohly, M.A. and Slade, D. (2005). Chemical constituents of marijuana: the complex mixture of natural cannabinoids. DOI: https://doi.org/10.1016/j.lfs.2005.09.011
- [2]Fellermeier, M. and Zenk, M.H. (1998). Prenylation of olivetolate by a hemp transferase yields cannabigerolic acid, the precursor of tetrahydrocannabinol. DOI: https://doi.org/10.1016/s0014-5793(98)00450-5
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